mercoledì 7 dicembre 2016

Indipendent Corner #18 Carne mia - Roberto Alajmo

È verità universalmente riconosciuta che la narrativa di Roberto Alajmo sia percorsa da una sottile linea rossa di sangue: da Cuore di Madre, passando per È stato il figlio, fino all'ultima fatica romanzesca, Carne Mia, essa serpeggia e si annoda inestricabilmente tra le pagine. Una linea di sangue che però non è soltanto sinonimo di delittuosità, ma innanzitutto idea di legame, ancestrale ed eterno.





Carne mia

di Roberto Alajmo

Sellerio


Collana: Il contesto.
Pagine: 296.
Prezzo: 16 €
Data di pubblicazione: 29 settembre 2016.




Con Carne Mia torniamo alla realtà delle periferie palermitane, che in fondo topograficamente parlando, tanto periferiche non sono: in questo caso siamo nel quartiere popolare di Borgo Vecchio, un microcosmo autonomo che si estende subito alle spalle della Palermo bene con il suo "salotto cittadino" di via della Libertà. Come in ogni realtà autarchica, forse nella fattispecie siciliana, che si rispetti, ogni cosa e ogni persona nel Borgo ha un proprio posto e un proprio ruolo, la cui immutabilità è scritta sulla pietra. Certo, a meno che qualcuno questa pietra prima o poi non la distrugga. E così troviamo la piazza, il bar, la "carnezzeria" del signor Pino prima e del «figlio del signor Pino» poi, la bancarella abusiva di frutta di Calogero Montana prima, e dei figli Enzo e Franco poi. È interessante per altro notare come il passaggio di testimone da una generazione all'altra finisca sempre per essere sancito da un'azione delittuosa che determina la fine dell'una e l'inizio dell'altra. 
Ma facciamo un passo indietro.

martedì 6 dicembre 2016

Off-Topic #1 Gilmore Girls - A year in the life

No. La mia non è saggezza, non ho atteso che tutti aveste il tempo per godervi le nuove quattro puntate di una delle serie tv più apprezzate dalla mia generazione, per scriverne. Semplicemente alle cose arrivo come al solito tardi. Quando tutti hanno già detto quello che c'era da dire e quando voi non ne potete più di sentirne parlare.
Ma in fondo, quale migliore occasione per inaugurare per altro una nuova rubrica? Più che una rubrica sarà un contenitore in cui raccoglierò le mie opinioni sugli argomenti più disparati che non hanno strettamente a che fare con i libri, giacché fortunatamente le mie passioni non si limitano a questo. Da qui il suo nome tutt'altro che originale: Off-Topic! E come dicevamo, inauguriamola parlando di Gilmore Girls - A Year in the life, serie tv di quattro puntate, ciascuna per una stagione dell'anno.



Come certamente saprà chiunque non abbia vissuto in una caverna su Marte nelle ultime due settimane, la piattaforma on demand Netflix ha donato ai suoi entusiasti abbonati il revival delle Gilmore Girls. La serie, forse più nota in Italia con il nome Una mamma per amica, si era conclusa nove anni fa, con molti interrogativi in sospeso (anche se non maggiori o più eclatanti di molte altre serie tv), ma soprattutto, lasciando dietro di sé un debito emotivo nei confronti degli spettatori decisamente non da poco.

giovedì 1 dicembre 2016

Graphic novels #8 La storia delle mie tette - Jennifer Hayden

È da molto tempo che non torno a parlarvi di una bella graphic novel. Anche in questo settore il mare magnum delle pubblicazioni è talmente ampio che può risultare davvero difficile navigarlo. Uno dei grandissimi pregi del genere letterario è infatti la possibilità di utilizzare come medium narrativo le immagini, in modo da rendere più immediata (che non è sinonimo di scontata) e probabilmente anche più personale la storia che si vuole raccontare. 
«Avevo già deciso di scrivere questa storia, ma non mi fidavo della mia abilità con le parole. Aiutandomi con i disegni, invece...» ci dice Jennifer Hayden ad un certo punto del libro di cui parleremo oggi, e possiamo affermare senza dubbio che mai decisione fu più giusta.






La storia delle mie tette
di Jennifer Hayden 

Edizioni BD


Collana: Psychopop.
Traduzione: Micol Beltramini.
Pagine: 349.
Prezzo: 20 €.
Data di pubblicazione: giugno 2016.




giovedì 24 novembre 2016

It looks like a book #3 - I consigli di lettura del giovedì





Mi piace l'idea di affidare a questi consigli di lettura del giovedì un tema portante. E questa settimana, in realtà del tutto inconsciamente, sono riuscita a raggruppare tre letture che in qualche modo hanno a che fare tutte con l'idea del leggere attraverso le immagini: che siano stampate su carta o accuratamente create nella nostra mente di lettori attraverso la forza evocativa di altri medium; capirete tra poco a cosa mi riferisco. Non voglio etichettare i tre libri che vi proporrò oggi come letture per bambini, perché così non sono; o meglio, perché possono essere ampiamente apprezzate dagli adulti, o forse addirittura solo da essi. Dovrebbero inventare un nuovo genere: libri che sembrano per bambini, ma in realtà sono un po' pensati per gli adulti.


Superzelda - La vita disegnata di Zelda Fitzgerald
Tiziana Lo Porto - Daniele Marotta
minimum fax
170 pp.
15€

Torniamo a consigliare graphic novel attraverso questa bellissima pubblicazione della minimum fax (che da sempre ha un occhio di riguardo per la letteratura d'oltreoceano), che, attraverso l'iconografia dell'epoca e le fotografie di famiglia, ci aiuta a conoscere l'affascinante quanto inafferrabile figura di Zelda Fitzgerald. Nessuno più di Scott e Zelda ha potuto rappresentare al meglio quella jeunesse dorée che si affacciò sul mondo all'indomani della prima guerra mondiale, quando ogni sogno di pace, prosperità, bellezza e sfrenatezza sembrava possibile. La graphic novel dedicata alla nostra eroina ripercorre in modo straordinariamente brillante la parabola di Zelda (e insieme a lei quella del marito e di un intero periodo storico): dall'infanzia in Alabama fino al matrimonio; dalla vita sfrenata a New York, centro nevralgico di un nuovo mondo, fino alla vita bohemien a Parigi, nel salotto di Gertrude Stein, circondata da intellettuali e artisti come Hemingway, Doroty Parker, John Dos Passos. E infine il tragico epilogo: la malattia, i problemi economici di Scott, l'alcol, la fine dei sogni. 
Si sa che l'epoca d'oro, paventata da sempre nella Storia, non può durare per sempre, ma quella di Zelda e Scott è durata davvero troppo poco. 

martedì 22 novembre 2016

Harry Potter e La Camera dei Segreti - Nuova edizione illustrata da Jim Kay

Le mie copie. La mia civetta. Il mio gatto.

Tra i sette libri della saga di Harry Potter non so se sarei in grado di indicare il mio preferito. Però sono in grado di associare a ciascuno di essi un preciso momento della mia vita e una precisa emozione che mi ha accompagnato nella lettura. Ad esempio,  Harry Potter e la camera dei segreti è uscito in Italia per la prima volta nel 1999. Ma io lo scoprii qualche anno dopo, influenzata dalla visione al cinema de La pietra filosofale. Avevo dunque undici/dodici anni, e guardavo ancora fortunatamente al mondo con gli occhi di una bambina. Ricordo che mi stregò, e che a partire da questo libro iniziò in me la passione viscerale nei confronti dell'universo potteriano che poi fortunatamente, pur tra alti e bassi legati all'adolescenza, non mi abbandonò più. 
Dunque è per queste ragioni che nei confronti del secondo volume della saga ho un debito emotivo e nostalgico di non poco conto. E quando quest'anno, con una tradizione che prosegue dall'anno precedente e che spero continuerà fino alla fine, per il mio genetliaco mi è stata regalata l'edizione illustrata da Jim Kay (Salani Editore, 27,95€) un tripudio di sentimenti è venuto a galla. 

È noto a tutti che lo stile e la storia della Rowling evolvono enormemente nel corso della saga, a voler accompagnare idealmente la crescita dei suoi piccoli lettori, e la Camera dei segreti, costituisce, a mio parere, un tassello fondamentale nella mitologia potteriana. È qui che difatti iniziano a emergere precisi e piccoli indizi non solo sul futuro sviluppo della storia, ma anche sul suo passato: penso da un lato alla storia di Hagrid che ci riporta indietro di ben cinquant'anni, ma penso dall'altro lato anche alla maestria in fatto di materie magiche di Hermione, che si cimenta con la poi famosissima pozione Polisucco, incredibilmente complicata per la sua giovane età; penso al diario di Tom Riddle, che ci mostra il passato tutto sommato "ordinario" del suo Mago Oscuro, che allo stesso tempo sarà elemento fondamentale per la futura battaglia nei suoi confronti, dal momento che come tutti sappiamo, era una degli horcrux; penso a nuovi personaggi e nuovi alleati che spuntano qui per la prima volta e saranno destinati ad accompagnare Harry fino alla fine, come la spada di Grifondoro o la splendida fenice di Silente, Fawkes (Fanny per i lettori della vecchia traduzione); penso infine soprattutto ai primi precisi indizi di una somiglianza tra Harry e Voldemort (la capacità di parlare serpentese prima tra tutte) e ai primi strazianti dubbi che attanagliano il giovane eroe sul proprio destino (sarà in grado di controllare quell'eredità che, nolente, il Signore Oscuro gli ha lasciato?). 

giovedì 17 novembre 2016

It looks like a book #2 - I consigli di lettura del giovedì.




Secondo appuntamento della rubrica di consigli di lettura, It Looks Like a Book. Dai, sono riuscita a mantenere in vita una rubrica per due settimane di seguito, direi che è già un record.
Lo scorso giovedì avevamo visto un quartetto internazionale tutto al femminile. Oggi invece voglio proporvi un quartetto tutto al maschile, e soprattutto nostrano. Noto sempre di più che gli scrittori italiani contemporanei attraggono meno di quelli stranieri, ed è un vero peccato, perché questa mancanza di interesse (che non saprei esattamente a quale causa attribuire: pregiudizio? Scarsa attrattiva? Preferenza per il "porto sicuro" delle pubblicazioni internazionali e degli autori rinomati? Sarebbe interessante indagarlo) può far perdere di vista ai lettori dei piccoli gioiellini. 

È il caso appunto dei quattro autori che vedremo oggi, tutti giovani, o più o meno giovani, conosciuti o più o meno conosciuti (certo, se non leggete mai italiani la vedo difficile), ma soprattutto fortemente apprezzati dalla critica.



Paolo Cognetti
Le otto montagne
Einaudi
208 pp.
18,50€

Paolo Cognetti è uno degli autori più apprezzati del panorama nostrano dell'ultimo decennio, e conosciuto al pubblico soprattutto grazie alla raccolta di racconti Sofia si veste sempre di nero (minimum fax), finalista al Premio Strega 2013.  Dopo aver appunto coltivato per molto tempo i racconti, eccolo approdare alla forma romanzesca grazie alla storia di due ragazzi Pietro e Bruno, diversissimi tra loro, ma accomunati dall'orizzonte delle montagne: uno trascorre lì le proprie estati, attraverso avventure e scoperte, l'altro invece, benché giovanissimo, si occupa del pascolo degli animali. È così che inizierà per entrambi un percorso di conoscenza e di scoperta, e poi di crescita e di allontanamento, per tornare infine all'eredità della montagna. 

martedì 15 novembre 2016

Le ragazze - Emma Cline



Le ragazze
di Emma Cline

Einaudi 


Traduzione: Martina Testa.
Collana: Stile Libero Big.
Pagine: 334.
Prezzo: 18€

Data di pubblicazione: settembre 2016.






Non è la prima volta quest'anno che mi capita di sentire di presunti casi letterari provenienti da oltreoceano, soprattutto se sono accompagnati da due elementi che mandano da sempre in brodo di giuggiole la critica internazionale: il fatto che l'autore sia un emerito sconosciuto e un contratto a sei cifre con la casa editrice di debutto. 
Penso ad esempio a Città in fiamme, libro di esordio di Garth Risk Hallberg (pubblicato in Italia a febbraio dalla Mondadori) che non molto tempo fa garantì al suo autore un anticipo di ben due milioni di dollari. E penso adesso ad Emma Cline, giovane ventisettenne, che ha firmato con la sua casa editrice, la Random House, un contratto di altrettanti zeri per la stesura di tre libri. Uno di questi è appunto Le ragazze, da cui sembra verrà tratta presto una trasposizione cinematografica

Siamo nell'estate del 1969 a Petaluma, una piccola città californiana, e la nostra protagonista è una giovanissima ragazzina di appena quattordici anni, Evie, colta nel passaggio verso una delle condizioni più delicate della crescita: la fine dell'infanzia. Sì, perché si fa tanto a parlare di adolescenza, ma raramente si menzionano quei terribili anni tra i 12, 13, 14 anni di piena pubertà, in cui ci si affaccia verso di essa. Lo spaesamento nei confronti del proprio corpo, dei propri desideri, della propria identità riescono ad essere tremendamente destabilizzanti, soprattutto se attorno a sé il contesto è tale già di suo. È infatti proprio questo il caso di Evie, che si prepara ad affrontare l'estate precedente alla sua iscrizione ad un collegio femminile, l'allontanamento, all'inizio non voluto, dall'amica del cuore, la separazione dei genitori e l'instabilità emotiva della madre, e in definitiva la propria immensa solitudine, pur nella sensazione di trovarsi davvero vicina all'ombelico del mondo (e tale inevitabilmente era la California della fine degli anni '60). 

Alcuni membri della Famiglia Manson nel 1971.